Quale migliore attesa di questa alla quale siamo costretti, per rileggere (o leggere per la prima volta) la storia di Corto Maltese, marinaio, avventuriero, pirata, maltese di nascita, appunto, ma cittadino del mondo per scelta? Visto che Adda passà ‘a nuttata

Prendiamo in prestito da Eduardo la celebre battuta finale di “Napoli milionaria” (proprio quando i media ci ricordano essere passati tre quarti di secolo da quando De Filippo scrisse la commedia sulle tragedie della guerra e sulle difficoltà di risollevarsi – la prima messa in scena fu del 15 marzo 1945 al teatro San Carlo di Napoli), e ve ne raccontiamo la storia…

Nato dalla matita italiana di Hugo Pratt nel 1967, Corto Maltese è un antieroe per eccellenza, un moderno Ulisse che ci porta in luoghi tra i più affascinanti al mondo. “Corto” in spagnolo significa “svelto” e la contemporaneità dei suoi messaggi, pur con 50 anni e oltre di storia alle spalle, sono di un’attualità sconfinata.

Per chi ama la libertà

Un fumetto che si guadagna per la prima volta nella storia dei Comics la definizione di “Letteratura disegnata” e il marinaio Corto Maltese diventa un personaggio di riferimento non solo per quelli che amano oceani, palme e corsari, ma più genericamente per tutti quelli che amano la libertà.

Per certi versi ricorda anche il navigatore filosofo Bernard Moitessier, nel suo racconto biografico La Lunga rotta, il velista solitario che in prossimità del traguardo e della vittoria sicura lascia perdere la gara (e il premio di 5.000 sterline) e continua la navigazione per ‘inseguir virtude e canoscenza’, e perché come dice lui “in mare sono felice“. È un personaggio d’azione Corto, ma è prima di tutto un protagonista che sa attendere il suo momento…

Non un semplice fumetto…

Corto Maltese è certamente famoso per i suoi appuntamenti mancati, le scommesse vinte e non riscosse, gli amori rimpianti. Una disinvoltura che è risultato di una somma di fattori: la sua cultura, il suo girovagare per il mondo, la sua voglia di giocare e di farsi guidare dal destino.  Temi adulti e stile inconfondibile, in un contesto storico preciso e corredato da notazioni geografiche, puntuali e coerenti, riferimenti culturali e dotti che non sfuggono ai lettori più attenti in quest’opera di letteratura disegnata. Anzi, caratterizzano ciascun personaggio in maniera profonda e regalano a Corto Maltese un’identità ben precisa

Un uomo di mondo

Elegante, generoso, audace, enigmatico, nato a Malta nel 1887 da una zingara andalusa – chiamata Niña di Gibilterra, una gitana di Siviglia – e da un marinaio inglese della Cornovaglia, Corto Maltese viaggia in questa avventura tratta dall’opera omonima del celebre autore scomparso nel ’95, da Hong Kong alla Manciuria alle nevi siberiane, per recuperare l’oro dello zar. Di lui, per lo meno, si sa che ha visto la Cina, il Giappone e la Russia, il Sud America e l’Italia, l’Irlanda, il Medio Oriente e quasi ogni altro luogo del globo laddove un uomo possa trovare una bella donna o un’avventura.

Lo stesso Hugo Pratt, l’autore, non aveva avuto una vita monotona: in Africa Orientale, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu persino imprigionato in un campo inglese. Aderì poi alla Repubblica Sociale Italiana, arruolandosi nella Decima Mas, ma fu quella solo una breve esperienza, abbandonata presto per allontanarsi dalla guerra e dalla politica.

Da una zattera alla deriva


Le storie di Corto Maltese sono ambientate tra il 1913 e il 1925, sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale, della Rivoluzione Russa, della nascita dei movimenti d’indipendenza delle colonie, delle lotte per la liberazione dell’Irlanda o dei conflitti tribali nell’Africa Nera. La libertà non si ottiene a buon mercato e nessuno lo sa meglio di Corto Maltese. Seguendo le orme di Melville, Stevenson e Conrad, Corto Maltese diventa il legame tra vari personaggi ed eventi storici che senza di lui non si sarebbero mai incontrati.

La prima avventura Una ballata del mare salato (1965) rispetta i canoni delle ‘avventure di mare’: incontriamo Corto Maltese legato a una zattera nel bel mezzo dell’oceano, dove è stato abbandonato da una ciurma ribelle.

Fa parte di un gruppo di avventurieri arruolati dal Monaco, un personaggio di cui non vediamo mai il volto; Corto viene raccolto da un altro scorridore, il pirata Rasputin, a volte suo avversario, a volte suo complice. L’epoca è quella che precede la Prima guerra mondiale, e la storia si dipana tra intrighi internazionali, sogni impossibili, amori irrealizzabili e amicizie tenaci, con un contorno di personaggi pittoreschi. Avrebbe potuto essere un ‘normale’ racconto di avventure e invece era qualcosa di più…

Chiunque abbia il gusto per le terre lontane o i popoli esotici non può non amare le appassionanti imprese di Corto nei paesi più remoti.

Corto, tu vuoi ritornare?

Solitario, apparentemente cinico, insensibile. Corto Maltese, dietro la sua ironia sagace nasconde un lato altruista, sentimentale, quasi “romantico” alla maniera ottocentesca. Anche se nel marinaio di Pratt non si intravede alcuna forma di nostalgia, non c’è quel desiderio di ritorno a un luogo prediletto (per lo più Venezia,) differenziandosi così da quel genere letterario che ha pervaso tutto l’Ottocento, come si ritrova, ad esempio, nei romanzi di Stevenson, Conrad, London che fanno della nostalgia (l’omerico dolore per il ritorno) uno stato psicologico di rimpianto per ciò che si è lasciato ma che sappiamo ci sta aspettando.

Corto Maltese, quanto e forse più di Odisseo, è condannato alla continua ripartenza. Quello che lo caratterizza è il desiderio di andare, (…) perché non ha nessun luogo dove tornare». Corto Maltese, quindi, non lo si può definire un eroe romantico, bensì un eroe disincantato, la cui continua e mai del tutto appagata necessità è quella della fuga.

Non può esistere però un’autentica possibilità di fuga se non attraverso l’immaginazione, il sogno. «Tu vuoi ritornare? E allora per ritornare devi andare. Ma perché vuoi ritornare se non sei mai andato?», domanda a Corto Maltese il personaggio di Klingsor nella storia Le elvetiche. Rosa alchemica (1987).

Il “disincanto prattiano”

Nel fumetto, tuttavia, tra la sfera del sogno e quella del reale – come sostiene Boris Battaglia nel saggio Corto. Sulle rotte del disincanto prattiano (2017) – non esiste differenza, poiché il fumetto è l’unico mondo in cui «l’inconcepibile costruisce continuamente le coordinate della propria possibilità. Questo perché, mentre nei linguaggi verbali non possiamo prescindere dalla linearità temporale (anche solo la sequenza di lettere che forma la parola), nel fumetto i segni sono mostrati spazialmente tutti insieme: una vignetta, una tavola addirittura, cade sotto il nostro sguardo complessivamente nello stesso momento».

Come dicevano…

Corto Maltese è sì un eroe d’azione, ma al tempo stesso è disincantato e ritratto spesso e volentieri in stato di ozio. Lo troviamo così raffigurato nella sua prima apparizione: in attesa di essere salvato, con la barba lunga, legato mani e piedi sulla più rudimentale delle imbarcazioni, in balìa del mare salato. Proprio “Una ballata del mare salato” è il fumetto che si guadagna per la prima volta nella storia dei Comics la definizione di “Letteratura disegnata” e quel marinaio diventa un personaggio Cult non solo per quelli che amano oceani, palme e corsari, ma soprattutto per tutti quelli che amano la libertà.

Un apolide “mai spaesato”

Anche se Corto Maltese è di fatto un apolide, dunque senza possibilità di tornare in patria, così risponde interpellato ai massoni di una loggia veneziana… “mi accontento di essere un libero marinaio”.   La scelta di Pratt è quella di sottrarre al suo personaggio quella condanna che grava per definizione sullo «straniero»: lo spaesamento. Al contrario, Corto Maltese, sembra non sentirsi mai veramente spaesato, anche se rispetto ai mondi o alle culture che incontra e a cui pure si avvicina, resta sempre uno straniero, si mantiene coscienziosamente un passo indietro.

Ovunque il vento lo porti, con qualsiasi popolo o tribù o setta entri in contatto il Corto è sempre informatissimo, conosce sempre qualcuno al suo interno, padroneggia i codici comunicativi, e nei rari casi in cui così non è corre in soccorso una rara capacità empatica che gli consente appunto di evitare quella sensazione di estraneità e disagio che noi tutti chiamiamo spaesamento.

CORTO e i riferimenti letterari

Reale e irreale, fantasia e vita si mescolano in maniera armonica.

Umberto Eco affermava che quando doveva rilassarsi nella lettura di qualcosa di piacevole si intratteneva in un dialogo platonico, ma se doveva capire qualcosa di profondo ed essenziale allora la lettura si spostava sulle storie di Corto Maltese. Una provocazione basata su verità visto che tutte le opere di Hugo Pratt – Corto Maltese non escluso – sono ricche di riferimenti alla letteratura, all’arte, alla storia, ai film e alla massoneria.

Shakespeare aleggia in più di una storia, soprattutto nel bellissimo Sogno di un mattino di mezzo inverno, la filosofa neoplatonica Ipazia è tra i protagonisti di Favola di Venezia.  E proprio qui, Corto Maltese si trova casualmente in una loggia massonica in piena riunione e alla domanda «Siete anche voi un libero muratore?» risponde in maniera scherzosa che si accontenterebbe di essere un libero marinaio. Lampante è che Hugo Pratt condivideva di gran lunga gli ideali esoterici massonici di quell’epoca, anche se attraverso il suo fumetto additava l’Istituzione nel suo essere: il massone è un personaggio in qualche modo triste perché manca d’ironia, che è invece il vero strumento per parlare di esoterismo.

In Corto Maltese, tra le varie avventure descritte, vengono menzionati anche i ninja giapponesi, i riti voodoo, le triadi cinesi, gli zingari, la cabala ebraica e varie sette appartenenti al mondo islamico e africano, o addirittura all’America Latina e ancora società dedicate al Santo Graal: tutte riconducono a un mondo esoterico misterioso svelando un profumo segreto.

L’esoterismo si lega anche a tutti quei passaggi che si richiamano alla mitologia celtica, del mito platonico di Atlantide e di Mu (in MU, la città perduta (1988) Corto Maltese è alla ricerca della mitica Atlantide). I miti di Parsifal e del Sacro Graal, i vagabondaggi di Hermann Hesse e la tradizione alchemica mitteleuropea intrecciano il cammino di Corto Maltese, in un viaggio che comincia sulle pagine di un antico poema (Le Elvetiche). La cultura ebraica e la cabala con i richiami alla magia del vecchio ebreo Melchisedec, personaggio letterario protagonista della terza novella della prima giornata del Decameron (detto anche Decamerone) di Giovanni Boccaccio, si ritrovano quando Corto Maltese racconta della sua iniziazione ai testi dello Zohar e della Cabala ebraica, quando ancora giovanissimo una gitana di Cordova gli dice che sulla sua mano non ha la linea della fortuna, lui se ne taglia una da solo col rasoio, sempre in Favola di Venezia.

Tutte le donne di CORTO MALTESE

Con quel fare intrigante e fascinoso che hanno solo i migliori il bel pirata vive le sue avventure in ogni ambiente che tocca: l’Oceania, le riserve indiane d’America, la Siberia, la Cina, tutta l’America del Sud.

PANDORA

Ma chi ama Corto Maltese ha nel cuore soprattutto l’indomita Pandora, una sorta di Penelope di mondi lontani: compare ne Una ballata del mare salato, il primo e fortunato albo della serie di avventure di Corto, e intreccia un legame (quasi) indissolubile con il protagonista. È la nipote di un ricco inglese, suo padre si è dato alla pirateria facendosi chiamare il Monaco. Viene tratta in salvo dopo un naufragio e poi trattenuta per un riscatto da Rasputin: sulla stessa nave dove è tenuta in ostaggio, Pandora incontrerà Corto Maltese l’uomo del quale si innamorerà. Ma ci sono vari colpi di scena: Pratt accenna anche ad una sua sotterranea storia d’amore con il tenente di vascello tedesco Christian Slutter, poi fucilato. Alla fine di Una Ballata del Mare Salato, Pandora tornerà in Australia e sposerà un altro uomo.

ESMERALDA

Nelle sue avventure troviamo altre affascinanti tra le sue creature: ci sono la rivoluzionaria Shangai Lil, la triste Marianna, l’amica Esmeralda, la terribile Duchessa Marina Seminova e tante altre.

Tutte splendide e seducenti, soprattutto – questo è il grande regalo di Pratt alle sue lettrici – tutte libere, indomite e determinate.

Esmeralda appare di sfuggita nelle avventure di Corto Maltese, ma con il suo fascino (tipico dei personaggi del grandissimo Hugo Pratt) e la sua svogliata eleganza, questa ragazza di Buenos Aires lascia il segno.

MOU

Ne Il segreto di Tristan Bantan, Hugo Pratt racconta invece la passione di Corto per l’Oriente e per la dolce MOU: ha anche una elegante casa a Hong Kong.

BANSHEE

Vedova di Patt Finnucan, rivoluzionario irlandese, vive per vendicarlo. Come lei stessa spiega, il suo nome deriva dalle Banshee, creature leggendarie dei miti irlandesi e scozzesi portatrici di malaugurio. La rivoluzione, la morte del marito, l’incertezza di cosa accadrà domani, fanno di Banshee una malinconia donna triste che non ha mai conosciuto la felicità. L’unica consolazione dalla sua solitudine, dopo aver perso i due uomini della sua vita, è pensare a lottare per l’Irlanda. Uno dei personaggi femminili che Pratt amava di più.

IPAZIA


Ispirata alla matematica greca Ipazia, questa donna è tra i personaggi più intriganti di Favola a Venezia, che vede Corto Maltese alle prese con una loggia massonica.Ambigua e scaltra, riesce a mantenere un perfetto controllo delle proprie azioni, usando al meglio gli altri per i suoi scopi da spia. Anche Corto cade nella sua rete, se ne invaghisce ma alla fine comprende la sua vera natura.

E poi Marina Seminova è un’aristocratica russa che attraversa la Siberia su di un treno blindato. Femme fatal elegante e sensuale, una donna senza scrupoli. E ancora FATA MORGANA, la donna del mistero e CASSANDRA, la profetessa di sventura che nel nome richiama la sfortunata sacerdotessa.

HUGO PRATT e il suo “Corto biografico”

Hugo Pratt (1927-1984) è uno di quei talenti difficili da incasellare. Un po’ è colpa della sua vita vagabonda, al pari di quella dei suoi personaggi: nasce a Rimini, ma i genitori sono veneziani e il padre di ascendenza inglese. Vive da piccolo in Etiopia, subisce la morte precoce del papà, un rimpatrio in Italia difficile. Il fumetto sarà la sua chiave di accesso al mondo, la sua riscossa: disegna, crea storie a fumetti e dall’Argentina lo chiamano per lavorare in una casa editrice a Buenos Aires dove rimarrà una decina d’anni. Poi – complice la Ballata del mare salato e la fama di Corto Maltese – Pratt ritorna in Europa, vive a Londra, a Parigi, gira l’Italia. Non si stanca mai: produce parecchio e sceglie alla fine Losanna come ultima patria. Nei pressi della città elvetica è oggi conservato il suo archivio.

HUGO PRATT

Viene a mancare nel 1995. Ma le avventure di Corto, a lungo tempo sospese, hanno trovato dei nuovi narratori in Juan Diaz Canales e Rubén Pellejero con le storie Sotto il sole di mezzanotte (2015) ed Equatoria (2017) pubblicate in Italia da Rizzoli Lizard.

Nel 2019 arriva anche Tarowean, la trentaduesima avventura di  Corto Maltese. La nuova storia racconterà cosa successe a Corto Maltese prima dei fatti avvenuti in Una ballata del mare salato, ovvero la sua prima avventura realizzata da Hugo Pratt nel 1967. Anche il titolo, Tarowean, è un richiamo diretto a Una ballata del mare salato. Tarowean è infatti il nome che i marinai delle isole Figi usano per indicare il 1° novembre e che per loro significa giorno delle sorprese

La serie televisiva di CORTO MALTESE

Corto Maltese è anche divenuta una serie televisiva a cartoni animati realizzata nel 2002 da una coproduzione italo-francese e basata su alcune storie dell’omonimo personaggio. Navigando su youtube si possono recuperare alcuni episodi della serie.

La serie conta 10 episodi, di lunghezza variabile, i cui titoli sono:

  • “Una ballata del mare salato”
  • “Tropico del Capricorno”
  • “Sotto la bandiera dell’oro” (in 2 parti)
  • “Teste e funghi”
  • “La conga delle banane”
  • “Concerto in O minore per arpa e nitroglicerina”
  • “L’ultimo colpo”
  • “…e di altri Romei e di altre Giuliette”,
  • “Leopardi”
  • “La casa dorata di Samarcanda”

Sono diretti da Richard Danto e Liam Saury, hanno la consulenza artistica di Patrizia Zanotti e le musiche originali composte, orchestrate e dirette da: Franco Piersanti (veramente d’atmosfera e d’effetto). Per il primo episodio la sceneggiatura e l’adattamento sono di Jean Pecheux.

ALTRE CURIOSITA’

CORTE SCONTA DETTA ARCANA

IL SITO WEB UFFICIALE

TUTTA LA STORIA DI CORTO MALTESE

CORTO MALTESE: LA COLLEZIONE INTEGRALE

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