Diamo per scontato che chi legge la nostra rubrica sappia esattamente cos’è un portolano. Se così non fosse, nessun problema! Ce lo facciamo spiegare da Nicola Trentini, esperto velista trentino ed oggi autore di una serie di portolani cartografici del Mediterraneo per l’editore Il Frangente insieme alla compagna Connie Chronopoulou. La sua storia, che dal Trentino l’ha portato a vivere in Grecia, ve la raccontiamo nella rubrica Land Sailors, marinai terrestri.

Nicola e Connie al lavoro

Nicola, che cos’è un portolano?

«Innanzitutto è doveroso dire che è uno strumento indispensabile (anche quando non è obbligatorio) e troppo spesso trascurato, come le carte nautiche, ma questa è conseguenza di una presunzione che può costare cara. A ogni modo, è un importante ausilio alla navigazione, una pubblicazione che non solo informa il navigante su quali siano le possibilità di approdo, di ancoraggio e (spesso lo si dimentica) di rifugio lungo un dato tratto di costa, ma che di questi ne fornisce anche le caratteristiche, specifica i pericoli e le norme che ne regolamentano l’utilizzo ed elenca inoltre i servizi di cui si può beneficiare: i rifornimenti, gli approvvigionamenti… Poi ogni autore aggiunge ciò che meglio crede: divertimenti, trasporti, note storiche, etc.  Però c’è un’importante distinzione da fare, ovvero quella tra portolano cartografico e portolano raccontato, che invece racchiude la descrizione dei porti fatta attraverso il racconto di una navigazione e le cui informazioni sono basate semplicemente su una breve permanenza. Spesso li si confonde, ma sono un altro genere di prodotto, ed hanno scopi differenti. Sfortunatamente molti portolani oggi in commercio sono strutturati così, come se fossero portolani raccontati, ma secondo noi, una semplice visita è troppo poco per poter valutare un porto e arrivare a confezionare un portolano completo. Molte questioni infatti rimangono irrisolte, come per esempio: “io l’ho visto in estate, ma in inverno come è organizzato e come si comporta con i venti invernali?” E poi, ho avuto tempo a sufficienza per dare un’occhiata a tutto? Devo segnare dove attracca il traghetto, ma se è arrivato il giorno dopo che sono partito e io ne sono rimasto ignaro? E ancora, sono arrivato con una barca a vela da 14m, ma se avessi avuto una barca più grande, o più piccola, o a motore, quella banchina l’avrei sconsigliata comunque?! E il porto dove con la mia barca non potevo entrare, non lo inserisco?… Insomma è necessario qualcosa di più. Non parliamo poi dei tanti esempi che si trovano in giro più simili a guide turistiche, o semplici copie di altri, o raccolte di pubblicità o di pareri personali su dove andare a mangiare, dove di veramente nautico c’è proprio poco. Questo per dire che non basta visitare un porto o recarsi in vacanza in quel luogo: la parte più cospicua del lavoro per raggiungere un prodotto di qualità tecnica è rappresentata da una puntigliosa raccolta ed elaborazione delle informazioni. La visita è indispensabile, ma solo in quanto funzionale alla verifica».

Da dove si comincia?

«Per prima cosa – che è anche il nostro metodo di lavoro – si parte dalla raccolta di quante più informazioni possibili. Si passano al setaccio le normative, tutte le ordinanze, i regolamenti, uno per uno; anche i contratti di concessione demaniale se serve. Si studiano i piani, con le batimetriche, se sono disponibili e aggiornate (spesso non è così). E poi si “naviga” alla ricerca di informazioni: pubblicazioni varie, contatti, esperienze di utenti, dalla comunità locale a chi nei porti lavora».

«Secondo step: la mole di informazioni viene studiata e valutata, sulla base della nostra esperienza. Poi bisogna dare ordine e struttura alle varie informazioni, così da renderle di facile comprensione (spesso le ordinanze e i regolamenti sono dei labirinti), e si compone la prima descrittiva e del piano.

«Terzo: è il momento della verifica, direttamente sul posto, della corrispondenza tra quanto raccolto e la realtà. Lo possiamo verificare con la nostra stessa barca, ma talvolta non è possibile. Per esempio ora abbiamo un pescaggio di 3 metri e alcuni porti con bassi fondali ci sono preclusi. D’inverno, a causa del meteo gli spostamenti via mare sono rallentati e ci dobbiamo muovere via terra.  Queste indagini, tra le varie cose, comprendono la verifica dei waypoint e anche dei fondali, che noi sviluppiamo tramite un particolare ecoscandaglio WiFi con GPS.

« Quarto punto, sarà compito della casa editrice fare l’editing, con la nostra collaborazione, per poi andare in stampa. E infine, non è che una volta pubblicato il volume rimane fine a sé stesso. Fondamentale è l’aggiornamento nel tempo: le informazioni vanno costantemente tenute sotto controllo, e la casa editrice provvede ad inserire gli aggiornamenti online e ed inviarli agli utilizzatori, iscritti a una mailing-list d’acquisto».

IL PORTOLANO – in dettaglio

ll portolano è lo strumento che essenzialmente completa la carta nautica e riporta tutte quelle informazioni utili al navigante, e che non è possibile riportare sulla carta stessa. Il portolano cartografico è redatto secondo un concetto prettamente marittimo, è soggetto ad aggiornamenti continui che si possono scaricare dal sito dell’editore con tavole singole.  Ha uno stile essenziale, è composto da tavole cartografiche che illustrano in dettaglio l’area generale suddivisa in diverse macro-aree. Per ognuna viene fornita una guida rapida di consultazione che riporta waypoint, servizi di porti e marina e caratteristiche principali di ancoraggi e approdi. Numerosi sono i piani di porti, marina e ancoraggi corredati da una ricca gamma di pittogrammi e brevi descrizioni che completano le informazioni di pilotaggio utili per una navigazione sicura. Venti di traversia per ogni piano. L’introduzione comprende una tavola delle distanze e rotte principali, elenco della cartografia tradizionale e digitale, informazioni meteorologiche dell’area di navigazione.

I portolani scritti da Nicola Trentini e Connie Chronopoulou

Al momento sono il volume relativo alla Grecia Ionica e quello riguardante la Costa Adriatica (la parte italiana). è in fase di completamento il primo volume sulla Grecia Egea, proseguiranno nell’ordine la restante parte dell’Egeo, la Turchia…

PORTOLANO CARTOGRAFICO 6 – Grecia Ionica, Golfi di Patrasso e Corinto, Peloponneso sudoccidentale – disponibile anche in inglese, tedesco e versione digitale.

versione italiana

PORTOLANO CARTOGRAFICO 5 – Adriatico occidentale, Ionio settentrionale – disponibile anche in inglese, tedesco e versione digitale.

versione italiana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *