Giorgio Daidola è uno di quelli a cui piacciono le sfide. Contro il tempo soprattutto, ma non quello del cronometro, né della velocità e del “chi primo arriva”, nemmeno quello d’avventura e dell’adrenalina da vento in faccia…  Piuttosto è il tempo della natura, dell’assaporare ogni momento in ogni situazione e luogo, il tempo rallentato in un mondo che va troppo veloce, e naturalmente il tempo della passione. Senza mai perdere la bussola, cosa non facile al giorno d’oggi.  Ed in effetti Giorgio non si rassegna a “stare fermo”, ma continua caparbiamente a coltivare le sue passioni: insegna all’Università di Trento, è giornalista e scrittore di mare e montagna, viaggiatore-sciatore in telemark, velista oceanico.

«L’andare in barca a vela è anche una sfida con me stesso per portarmi in vantaggio sugli anni che passano».

Giorgio D.
Zeffiraglia III, “una splendida quarantenne” – foto G. Daidola

Un “tipo” così non poteva non rientrare nella nostra rubrica LAND SAILORS, marinai terrestri. Ma non avevamo dubbi…

Quando un uomo trascorre la propria vita sul mare, dopo non riesce più ad adattarsi alla vita sulla terra

Samuel Johnson

Soffre Giorgio, soffre come tanti e forse più di tanti in questa difficile situazione di stallo. Vorrebbe scrivere del suo ultimo viaggio, ma niente, non riesce a concentrarsi più di tanto. Il prossimo libro partirà dalle Azzorre con capitoli dedicati a quelle isole non trattate nel precedente pubblicato nel 2018 (si leggano sotto i titoli dei suoi libri con le descrizioni). Poi ci saranno capitoli su Porto Santo e Canarie, la traversata atlantica, le Grenadines e Trinidad. È già a buon punto…

Approfittando del fatto che l’abbiamo trovato disponibile, abbiamo chiacchierato a lungo con lui. E l’abbiamo tenuto impegnato 😉

Zeffiraglia con il vento al giardinetto – foto G. Daidola

È torinese d’origine, classe 1943, sposato con Cristina e padre di Filiberto. Fino a poche settimane fa si trovava ai Caraibi con la sua barca Zeffiraglia III, nel tragitto che dalle Canarie l’ha portato alle Piccole Antille insieme a una coppia di amici. La vecchia Zeffiraglia III è stata iscritta al Viking Explorers Rally (www.8islas.vixsite.com), la traversata insieme ad una ventina di altre barche, che però si sono viste solo alla partenza e all’arrivo, a St. Vincent. Non certo una gara contro il tempo, appunto, ma semmai un modo per apprezzare i piaceri della lentezza, dello scivolare con mezzi leali, così come nelle lunghe traversate con gli sci.

Con la sua prima barca, un Ranger 29 denominato Bétemps come il famoso rifugio ai piedi del Monte Rosa, ha fatto una crociera pluriennale in Grecia e in Turchia nei primi anni ottanta. Trent’anni dopo è ritornato nel Mediterraneo orientale con la sua seconda e attuale barca, costruita nel 1978, il Gladiateur Zeffiraglia III di 10 metri, a cui è affezionatissimo. Nelle sue crociere Giorgio ha sempre cercato di abbinare i piaceri del mare con quelli della montagna, percorrendo sentieri dimenticati lungo le coste, salendo sulle cime più alte delle isole, effettuando free climbing e discese in sci, come quella sulla lava della Sciara del fuoco di Stromboli nel lontano 1979.

La rocca di Gibilterra vista da Est – foto G.Daidola

A proposito di libri. Vi consigliamo di leggere il suo Viaggio in Mediterraneo (Edizioni Il Frangente, 2013) racconto a tappe in cinque anni nel suo vagabondare a vela nel mare più bello del mondo. Nel 2016 vince il Premio Gambrinus con il volume Ski Spirit (Alpine Studio) riguardo agli ultimi trent’anni di viaggi sugli sci da telemark nei sette continenti (secondo l’interpretazione che ai 5 “classici”, aggiunge Antartide e la suddivisione delle due Americhe Nord e Sud). Nel 2017 pubblica Sciatori di montagna (Mulatero), dodici racconti sui personaggi che hanno fatto la storia dello scialpinismo. Grazie al successo ora è uscita una seconda edizione. Collabora con le riviste «Ski Alper», «Dislivelli», «Le Montagne Incantate» e «Meridiani Montagne» per la montagna, con la rivista «Bolina» per il mare. Del 2018 è Dal Mediterraneo alle Azzorre (Edizioni Il Frangente, 2018) il secondo libro a caccia di emozioni a bordo di Zeffiraglia per un’avventura che dall’Adriatico si è conclusa nel bel mezzo dell’Atlantico.

Nel film Il diritto ed il rovescio, di Alberto Sciamplicotti, selezionato e premiato in parecchi film festival di montagna e avventura, parla della sua vita in eterna fuga, alla ricerca del bello e della gioia di vivere.

Il suo grande sogno rimane quello di vivere mare e montagna, vela e alpinismo, come un’unica grande avventura. Per questo motivo egli considera Bill Tilman, alpinista e velista, il più grande esploratore di tutti i tempi.

Giorgio e il “suo” telemark – foto Cristina Franceschini

Abbiamo chiacchierato amabilmente con Giorgio in questa video intervista dove ci racconta parte dei suoi viaggi, le strane sensazioni da velisti di terraferma, curiosità e affetti del suo mondo.

Guarda la video intervista sul nostro canale YouTube (immagini e filmati gentilmente concessi da Giorgio Daidola e Cristina Franceschini, e da Edizioni Il Frangente)

Ascolta il podcast

Ascolta “Giorgio Daidola – la vela è una sfida” su Spreaker.

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