La tempesta d’amore, l’innamorato perso in un mare instabile, l’amante visto come un naufrago, gli scogli come le insidie di gelosia, la passione come un’onda che travolge. Un rapporto indissolubile tra il linguaggio l’amore e il lessico marinaro che nasce nella Grecia Antica, e persevera ai giorni nostri. Lo spiega nel suo libro Giorgio Ieranò, che dal 1994 insegna letteratura greca all’Università di Trento.

…«mar rimanda quasi fatalmente ad amor. La tempesta rappresenta la tirannia di Eros, la forza violenta del desiderio trascina verso il naufragio chi non è riamato»…

cit.

È un repertorio infinito quello che accomuna il gergo marinaro con il desiderio erotico. Inizia con la poesia greca e attraversa tutta la letteratura occidentale. Un insieme di luoghi comuni giunti intatti  ai giorni nostri: si pensi alle telenovele (per esempio “Tempesta d’Amore”), ai romanzi rosa ed alle canzoni (Il Mare d’Amore, negli anni ’50).

Così come Omero definiva l’innamorato vittima di Eros, e il naufrago d’amore come un nuotatore alla deriva, sono molte altre le immagini che uniscono l’“amore” e il “mare”. Ne parla nel suo libro il professore trentino Giorgio Ieranò, che dal 1994 insegna letteratura greca all’Università di Trento. Il mare d’amore. Eros, tempeste e naufragi nella Grecia antica (Laterza, Pp. 271, 18 euro, disponibile anche versione digitale).

Non solo mare, però. Nell’immaginario erotico antico Eros è anche “follia”, “malattia”, “guerriero”. Così come altri popoli antichi, per esempio gli Egizi, hanno lasciato splendidi tratti di letteratura amorosa, ma non legata al mare. Questa prima relazione tra mare e amore è stata inventata dai Greci. Come mai?

Forse perché questo popolo di navigatori e mercanti conosceva così bene il mare, che ne sapeva perfettamente anche tutti i pericoli. Affascinati dal vasto blu, i Greci ne erano altrettanto timorosi. Ed il parallelismo è presto detto. Così come in Amore non vi è nulla di certo, allo stesso modo in mare vi sono le insidie naturali e i pericoli della pirateria, le navigazioni sono insicure e le previsioni incerte. Tecnica di navigazioni e imbarcazioni verranno poi affinate nei secoli, ma a quel tempo il mare non era certo amico. Anzi, la bellezza del mare nella letteratura greca non è quasi mai celebrata. Piuttosto il mare viene percepito come spazio di morte. Eppure dal mare nasce Afrodite, divinità dell’amore, ma venerata dai naviganti come signora dei mari e una protettrice della navigazione.

E ancora. Nelle grandi saghe della mitologia gli amanti eroici (Teseo e Arianna, Giasone e Medea, Paride ed Elena) solcano le onde sospinti dal vento del desiderio. Isole e scogli sono spesso scenari dei drammi amorosi e un tuffo tra le acque, come quello di Saffo dalla favolosa rupe di Leucade, sigilla talvolta una storia infelice.

L’Odissea stessa, di Omero, è una esperienza difficile, ma avventurosa. Ammaliante ed aperta ad ogni imprevisto, è pur così l’esperienza amorosa – che sempre per i Greci – voleva dire entrare nel mondo delle divinità, Eros su tutti, che decideva nel bene e nel male come le cose dovevano andare, anche in amore.

Nella seconda parte del saggio vi è una sorta di Topografia del mare amoroso, con la descrizione di alcune immagini cruciali: il naufragio, i mostri marini, il nuotare per amore, le isole e le spiagge, i bagni erotici e la distinzione tra passione, desiderio e turbamento (Eros) e la capacità di incanalare tale passione verso un esito felice (Afrodite).

Poi, c’è da dire che prima o poi, qualcuno deve pur aver iniziato. E la cosa è piaciuta. Piaciuta talmente tanto che è divenuta fertile terreno per nuove germinazioni. Le rappresentazioni del mare e dell’amore sono tratte dall’autore partendo dalla Grecia ed addentrandosi anche in un vasto repertorio letterario e filosofico che si espande includendo anche molti riferimenti alla letteratura latina ed europea successiva.

Secondo la mitologia classica Citera,  tra il Peloponneso e Creta, è l’isola su cui nacque Afrodite

E così nel corso dei secoli – siamo in Francia nel Seicento – andavano molto di moda le mappe galanti, vere e proprie carte geografiche che descrivevano gli spazi dell’eros. E il Petrarca, nei suoi sonetti, parla di nave d’amore dove Eros fa il timoniere.

Pensiamo anche che, ogni volta che all’uomo di aprono spazi nuovi, orizzonti inesplorati, è facile ricorrere all’immagine della navigazione. Per Joseph Conrad, grande capitano di vascello prima ancora che scrittore, nel suo saggio dedicato appunto al mare dice che “Il Mare non è mai stato amico dell’uomo. Tutt’al più è stato complice della sua irrequietezza.”

E quando internet è entrato a fare parte della nostra vita ecco che anche “la rete è diventata un mare”, ricca di opportunità ma anche di insidie e pericoli.

«Siamo tutti imbarcati», dirà Pascal. Dove? Sulla Nave dei folli, risponde Hieronymus Bosch.  

Come dire. Non è da tutti navigare in questo mare.

Ascolta l’audio intervista a Giorgio Ieranò

Giorgio Ieranò – Mare d’Amore
Giorgio Ieranò, autore del libro “Il Mare d’Amore”

L’antenato del portolano…

Arcipelago – Isole e miti del Mar Egeo

Ogni isola greca ha la sua mitologia: a Creta è cresciuto Zeus, a Naxos si sono amati Arianna e Dioniso, a Serifos è apparsa la testa di Medusa. Un mare mitologico, l’Egeo, che da millenni è anche scenario della storia della navigazione: sulle sue onde, hanno veleggiato le triremi ateniesi, le galee dei veneziani, i vascelli dei sultani di Istanbul. In tempi piú recenti, anche viaggiatori curiosi e stravaganti come Alexandre Dumas, Herman Melville, Hans Christian Andersen, Mark Twain sono approdati sulle rive del mare greco.

Sempre Giorgio Ieranò ha scritto nel 2018 ARCIPELAGO . Isole e miti del Mar Egeo, edito da Einaudi, un particolarissimo diario di viaggio nel tempo e nello spazio, che racconta l’intreccio inestricabile di mito e realtà, storia e leggenda, che da sempre caratterizza l’Egeo. Una sorta di “Isolario del XXI secolo”, come definito dall’autore, proprio come uno di quei compendi usati dai viaggiatori occidentali nei mari del Levante che accompagnavano la descrizione di approdi e luoghi con la narrazione di eventi storici e leggende.

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