Ci sono letture che possono offrire spunti nei momenti di smarrimento. Uno di questi è “Alla deriva. 76 giorni naufrago nell’Atlantico” (prima pubblicazione 1987). Il romanzo racconta in dettaglio l’odissea vissuta dallo stesso autore Steven Callahan, che si è trovato appunto “alla deriva” in mezzo all’Oceano Atlantico, dopo che il suo piccolo sloop è affondato a ovest delle Canarie. Tra le pagine, l’autore inserisce anche note sulle tecniche di sopravvivenza, foto e illustrazioni da lui stesso realizzate: grazie alla sua forza di volontà, spirito e ingegno, è riuscito a superare le avversità in quei 76 giorni nell’Atlantico.

Ce l’ha consigliato il nostro amico Marco Parolini. questo libro, ed in effetti ci è parso quanto mai interessante da proporre a quei naviganti e marinai che si trovano oggi a stare “come pesci fuor d’acqua“. Inutile ribadire quanto la situazione attuale di emergenza sanitaria possa far perdere la bussola anche a chi, di solito, non si perde mai d’animo.

Buona lettura!

Il naufragio e il romanzo

Sono passati davvero moltissimi anni dal naufragio di Steven Callahan, la prima pubblicazione del romanzo è del 1987, e questo libro è da annoverarsi ormai tra i bestseller d’avventura ai vertici delle classifiche di ogni dove. Probabilmente ne avrete già sentito parlare. Una sorta di “Cast Away” senza però toccar terra.

Ha certamente dell’incredibile questa storia, ma è vera (e non sono mancati i dubbi), tantoché Steven Callahan venne chiamato in qualità di consulente per il kolossal Vita di Pi (film del 2012 diretto da Ang Lee (su adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Yann Martel), dove pur sempre di naufragio si parla e di avventure che cambiano la vita.

Comunque, la morale che si può intravedere tra le pagine di questo libro, è che Steven si è salvato non perché pensava a “cosa avrebbe fatto se fosse tornato a casa”, bensì “cosa avrei fatto quando sarei tornato a casa” (e aggiungiamo noi anche grazie a una buona dose di fortuna… “Se gli dèi mi sono propizi“, cit. Ovidio). Aveva percorso 1800 miglia e fu il primo uomo a sopravvivere in mare per oltre due mesi a bordo di una scialuppa gonfiabile.

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