Quella vela che s’appoggia alla luce,

stanca delle isole,

una goletta che percorre i Caraibi

verso casa, potrebbe essere Odisseo,

diretto a casa sull’Egeo

(Derek Walcott)

Il mondo della vela è affascinante perché ha poche regole, basta un guscio che galleggi, un pezzo di tela per navigare e un soffio di vento. In giro per il mondo, fermi nelle marine e nei porti, vediamo imbarcazioni di ogni tipo e genere, con vele e numero di alberi differenti le une dalle altre. Quante ore passate con il naso all’insù tra una banchina e l’altra, ascoltando quel dolce tintinnio di drizze sull’albero, memorizzando nomi (a proposito, mai cambiare nome ad una barca se la si acquista usata!) e osservando le ultime e più innovative tecnologie …

Ebbene, ci siamo resi conto che c’è bisogno di un ripasso… Ecco un piccolo dizionario per saperne di più, che non ha certo la pretesa di essere esaustivo.

Cos’è l’armo di una imbarcazione?

ARMO è un termine racchiude tutto ciò che è necessario per la navigazione. Ovvero albero (numero, tipo e posizionamento) vele (tipi di vela) e sartiame, crocette, boma picchi e tangoni, nonché l’attrezzatura di coperta relativa. La storia della navigazione insegna che nel corso dei secoli i tipi di armo sono variati, in funzione delle massime prestazioni, della velocità e della capacità di sfruttare il vento in ogni quadrante.

Le imbarcazioni fin dall’antichità erano armate a vele quadre, di forma rettangolare o trapezoidale, issate su “pennoni” (lunghe aste perpendicolari all’asse longitudinale della nave). Era un tipo di velatura che forniva una buona spinta con vento a favore (andature portanti, di poppa, lasco/gran lasco), ma non permetteva in alcun modo di risalirlo (andature di bolina) e con vento contro era necessario mettere mano ai remi. Nonostante tutto dominò per secoli l’antico Mediterraneo fino a diffondersi nel Nord Europa, poi sviluppato in maniera indipendente in Cina ed Ecuador.

Le prime vele triangolari, dette vele latine (deve il suo nome alla forma triangolare, vela alla trina, cioè a triangolo), sembra abbiano ispirazione araba e fecero la loro comparsa nel Mediterraneo già dal IX secolo. Le vele latine si diffusero sulle imbarcazioni più moderne in affiancamento alle tradizionali vele quadre, così da poter sfruttare il vento in più direzioni, e questo abbinamento continuò ad essere utilizzato durante tutto il “periodo d’oro della navigazione a vela” (dal XVI al XIX secolo) con la costruzione dei grandi velieri.

Durante questo tempo fiorirono molti altri tipi di vele con migliori capacità di risalire il vento come la vela aurica, il fiocco, la vela di straglio e la randa.  Intorno al 1870 le navi a vapore in circolazione iniziarono a superare i velieri per numero, determinando un rapido declino della navigazione commerciale a vela. Nel 1875 solo tre paesi continuavano a costruire velieri: Canada, Norvegia e Italia.

Oggi questi antichi ed affascinanti armo conoscono rinascita con regate specialistiche ed eventi, oppure restaurate ad uso charter. Nelle regate di vela latina, ad esempio, gareggiano varie classi che si differenziano per grandezza e per conformazione dello scafo (poppa tronca o poppa tonda, ad esempio): lancette, lance, guzzette, gozzi, velieri, leudi, filughe e altri ancora.

Imbarcazione a vela latina in regata a Stintino

Tipologie di armo diffusi

Tornando alla  nomenclatura ufficiale e diffusa – che è quella che poi interessa a noi  – le diverse imbarcazioni a vela vengono distinte a seconda del loro armo, in base alle tipologie di vela, al loro numero e a come sono posizionati gli alberi.

Cat: una sola randa armata sull’albero, posizionato a pruavia dell’imbarcazione.

Sloop: randa e fiocco armati su un unico albero. È il più diffuso tra le imbarcazioni moderne, data la superficie velica suddivisa in due vele che lo rende performante e manovrabile.  Questo armo prevede vele bermudiane o marconi. Negli sloop l’armo può essere intero, con strallo fino in testa dell’albero, o frazionato, con strallo ad una porzione dell’albero (ad esempio 9/10 o 7/8).

Sloop

Cutter: una randa e due fiocchi armati su un unico albero, che è posizionato maggiormente a poppavia dell’imbarcazione rispetto allo sloop. Le due vele armate a prua sono generalmente un fiocco e una trinchetta. La randa è tendenzialmente più piccola rispetto a quella dello sloop. Le vele possono essere sia auriche che marconi.

Cutter

Ketch: armo con due alberi; quello posizionato a poppavia dell’imbarcazione, l’albero di mezzana, è posto a pruavia dell’asse del timone ed è armata solo con una randa; l’albero di maestra, posizionato a mezzanave, è armato con una randa e un fiocco. Le vele possono essere sia auriche che marconi. È l’armo che più si presta alle navigazioni d’altura in quanto le vele così suddivise permettono grande manovrabilità tra onde e vento forte.

ketch

Yawl: armo a due alberi; l’albero di mezzana è armato solo con una randa ma, a differenza del ketch, è posizionato a poppavia dell’asse del timone; l’albero di maestra, posizionato a mezzanave, è armato con una randa e un fiocco. Le vele possono essere sia auriche che marconi.

Goletta o Schooner: armo a due alberi; l’albero di maestra è posto a poppavia dell’imbarcazione ed è generalmente più grande dell’albero di trinchetto posizionato a pruavia. L’armo classico delle golette è a vele auriche (Gaff-Schooner).

Goletta

Brigantino: il brigantino è una nave che può avere diversi armi. Il brigantino velacciere ha due alberi armati a vele quadre; il brigantino goletta ha due alberi, di cui quello di prua armato con vele quadre e quello di poppa con vele auriche; il brigantino a palo ha un terzo albero a poppa, armato con vele auriche.

Brigantino

Clipper: grande nave a tre o più alberi, con una superficie velica molto estesa e frazionata, utilizzata per il commercio e le operazioni militari dalla fine del XIX secolo per l’elevata velocità che riusciva a raggiungere rispetto ai pesanti galeoni.

Clipper

Armare: mettere in condizioni di funzionamento un’imbarcazione, ma si arma anche un paranco o si armano i remi. Non da meno significa attrezzare la barca secondo la tipologia: armare a sloop, a ketch, a goletta, etc… O ancora può voler dire mettere insieme un equipaggio.

Le informazioni del presente articolo sono state prese, riassunte ed elaborate dai differenti manuali tecnici in nostro possesso, e da un po’ di esperienza nautica. Anche se non si finisce mai di imparare…

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