Quello di Gaetano Mura è un nome “che naviga”, potremmo dire, nell’ambiente velico e di mare. Così come il suo primo libro che sta avendo un buon riscontro tra un pubblico di lettori variegato, tracciato in internet con l’hashtag #lesirenehannosmessodicantare, dal titolo originario. E’ stato pubblicato da Edizioni il Maestrale in questa strana estate 2020, ma è già prossimo alla quarta ristampa in soli pochi mesi. Evidentemente è un libro che piace.

Ed anche noi di Parabordando l’abbiamo trovato veramente interessante. Non lo diciamo tanto per dire, non ne avremmo bisogno. L’abbiamo trovato davvero un libro sincero, di quelli che leggi perché trovi dentro le emozioni: pagina dopo pagina ti sembra di essere lì insieme a lui, tra onde e gabbiani urlanti, tra gioie e sciabordii d’acqua, Ma anche tra fatiche e dolori, passioni e delusioni. Mica facile guardarsi dentro e a andare a ripescare nel passato: ricordi di infanzia, protagonisti importanti della sua vita, cambi di rotta, successi e difficoltà!

Un diario introspettivo con una bella voce, non scontata. Diretta quanto basta, com’è il sangue che scorre nelle vene di chi si è fatto da sé, trasformando la passione e l’amore per il mare in una scelta di vita.

Parabordando

Originario di Cala Gonone, un angolo di paradiso sulla costa orientale della Sardegna, cuore del Mediterraneo, Gaetano Mura – atleta Montura – ha partecipato alle più importanti regate internazionali e a molte altre traversate oceaniche. Se non ne conoscete di lui abbastanza bene, andate a dare un’occhiata al suo sito web oppure al canale Youtube.

Non ci dilunghiamo troppo sul suo ricco curriculum (ve lo andate a leggere da soli), ma vi raccontiamo che qualche anno fa – tra il 2016 e il 2017 – tentò il giro del mondo in solitaria, senza sosta, senza assistenza a bordo di un Class 40 Italia, una barca a vela da regata di 12 metri. Una prova difficile quella del “Solo Round the Globe Record” (per chiunque): per quattro mesi in mare aperto, protagonista di un’avventura al limite delle possibilità umane. Quell’anno, poi, si aggiunse anche una buona dose di “sfiga” che non fu clemente con il navigatore sardo: in Oceano Indiano la sua imbarcazione andò a cozzare contro un UFO (un oggetto non identificato) tanto che si rese necessaria una prima riparazione dei timoni. Poi, una violenta depressione, fu la causa di un’altra avaria e fu d’obbligo il cambio rotta sul porto di Perth, lasciando sfumare il tentativo di record del giro del mondo. Tanta economia e tanto tempo investiti, per poi trovarsi a dover abbandonare Il Sogno. Almeno per quel momento…

Il futuro? Beh, quello ci pensa da solo ad andare avanti, non ha bisogno di spinte. Tornato a casa, in quella che lui stesso definisce la necessaria “fase di decompressione”, la mente di Gaetano naviga e la penna inizia a tracciare una nuova rotta: nasce così il suo primo libro “Le Sirene hanno smesso di cantare”.

In questa intervista Gaetano Mura si racconta, come uomo e come scrittore: parla di sé e della sua vita, tra ricordi e navigazioni, persone ed eventi traccia un profilo di quasi mezzo secolo, e incalzato da noi si dilunga anche sulla sua bellissima costa sarda, parlando di quel turismo che sta cambiando e di una sensibilità ambientale che è dovere di tutti recuperare. A Cala Gonone, così come in moltissimi altri luoghi d’Italia e del Mondo.

Di seguito vi lasciamo il podcast da ascoltare: prendetevi il vostro tempo e mettetevi comodi. E poiché l’intervista, questa volta, ci piaceva farla “come alla radio”, solo voce e niente immagini, vi consigliamo di andare a curiosare nel filmato che segue.

Buon ascolto!

Un doveroso ringraziamento naturalmente a Gaetano, per la pazienza e la disponibilità, e al suo fidato addetto stampa Gian Basilio Nieddu, per la collaborazione in tutto. 🙂

Ascolta “Gaetano Mura – Pagine in Solitaria” su Spreaker.

Noi siamo la somma delle nostre esperienze

cit. Gaetano Mura

Dopo le parole, le immagini… (attivare il volume)

Le Sirene

Belle, misteriose e seducenti, le Sirene rappresentano il fascino di un mito arrivato fino ai giorni nostri.

Descritte da Omero, nella sua Odissesa, come “coloro che affascinano chiunque i lidi loro con la sua prova veleggiando tocca”, sono ormai parte dell’immaginario tanto che compaiono in dipinti, romanzi, videogiochi e cartoni animati, non da ultimo nei i film d’animazione.

Le Sirene di Odisseo sono esseri fantastici ma terribili, che propagano con il loro canto e con la voce l’invito “a sapere più cose”. E’ l’invito alla conoscenza “onnisciente” che fa perdere i propri legami familiari e umani, interrompendo il proprio viaggio nella vita. La loro isola mortifera era disseminata di cadaveri in putrefazione. Odisseo fu l’unico, consigliato dalla maga Circe, a superare la prova indenne. (Come Odisseo anche Orfeo, nelle Argonautiche riportate da Apollonio Rodio, salva il suo equipaggio composto dagli Argonauti).

Ancora, con riferimento ai tempi antichi, le origini delle Sirene risalgono all’immaginario dell’Antica Grecia. Narra il mito che sarebbero nate da tre gocce di sangue sgorgate da una ferita di Acheloo, divinità fluviale in lotta con Ercole per la conquista di Deianira, figlia del re degli Etoli. E quanto all’aspetto, esso era ben diverso da quello che rispecchia il pensiero contemporaneo, Piuttosto che metà umano e metà pesce, le Sirene sarebbero apparse come creature simili alle arpie, esseri per metà donna e per metà uccello. Proprio come queste anche le Sirene di Omero hanno conservato una natura minacciosa e ingannatrice: e proprio attraverso la loro bellezza e il loro canto ammaliatore conducevano gli uomini nel cammino verso l’oltretomba.

Pensando invece ai luoghi d’origine, sempre un’antica leggenda vuole che siano da collocarsi all’incirca nel Golfo di Napoli: sarebbero state punite ed esiliate da Afrodite sull’isola di Antemoessa, che corrisponderebbe con molta probabilità all’Isola di Ischia o di Capri. Altre teorie più in voga, invece, le localizzano nelle vicinanze dello Stretto di Messina, tra Scilla e Cariddi, o a Terina, dove era praticato il culto della Sirena Ligea.

Raffigurazione di una Sirena nell’immaginario popolare

E, piccola postilla per entrare in dettaglio, secondo un antico racconto le tre sirene che tentarono Odisseo si uccisero gettandosi in mare perché non erano riuscite a trattenere l’eroe. Una di esse, Partenope, si arenò sulla spiaggia di ciò diverrà la città di Napoli, e a lei vennero dedicati giochi annuali, le Lampadedromie. Il corpo di Leucosia emerse nelle acque del golfo di Poseidonia (Paestum) da cui il nome di Leucosia dato a un’isoletta presso quella città, Punta Licosa. Le onde del mar Tirreno avrebbero invece rigettato il corpo di Ligea sulla riva tirrenica della Calabria, presso l’antica città di Terina, dove ora sorge Lamezia Terme. La sirena Ligea, raffigurata con un busto di donna con le braccia nude ed il corpo di uccello con coda e ampie ali, compare in varie monete di Terina, seduta su un cippo mentre gioca con una palla, oppure mentre riempie un’anfora con l’acqua che sgorga dalla bocca di un leone.

E se nel libro di Gaetano Mura “Le Sirene hanno smesso di cantare”… l’autore non si sbilancia sulla sua personale interpretazione o sul perché l’abbiano fatto (oppure no). Non vi sono limiti nell’interpretazione di quelle parole, lasciando liberi i lettori nel trovare tra le pagine le proprie motivazioni #lesirenehannosmessodicantare

#lesirenehannosmessodicantare

Per conservare il legame con il libro e creare la mappa di dove sta navigando.

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