Sarà pronto entro la fine dell’anno il libro di Antonio Penati, navigatore bresciano ben noto nell’ambiente che in dodici anni ha attraversato gli Oceani per compiere il giro del Mondo insieme al suo Lycia. La sua storia di vita andrà a completare quella già ampia collezione di narrativa di viaggi a vela, edita da Il Frangente (di cui Antonio ne è anche socio fondatore insieme alla moglie Luisa), compiuti da navigatori italiani sconosciuti al grande pubblico, non coinvolti in imprese sportive estreme, ma mossi unicamente da passione e spirito di libertà.

Antonio Penati, dunque, non poteva che essere un perfetto esempio per la nostra rubrica Land Sailors, marinai terrestri…

A questo punto non potevamo che esserne incuriositi, e ci siamo fatti raccontare in prima persona storia, viaggi e aspirazioni di questo navigatore a tempo pieno, che ha veleggiato in lungo e in largo tutto il Mediterraneo, il Mar Nero, l’Atlantico del Nord, il Mar dei Caraibi, la Costa Est degli Stati Uniti, la Costa Ovest dell’Africa, l’Oceano Pacifico, l’Oceano Indiano e il Mar Rosso. Nell’arco di dodici anni Antonio ha portato a termine il sogno di un giro del mondo in barca a vela, a bordo del cutter oceanico di 60′ (19 metri) Lycia, costruito interamente in legno. Prima ancora, nel 1976 navigava sul 45′ (13 metri) Stefral III. Di entrambe le imbarcazioni Antonio ne ha curato personalmente la costruzione e l’allestimento, progettando e realizzando personalmente molti particolari dell’armo e delle attrezzature di coperta. Quando gli abbiamo chiesto come mai questa meticolosa attenzione, ci ha risposto così: “l’essere sottocoperta durante una navigazione è un po’ come ritrovare la medesima sicurezza che il bambino trova nel ventre materno”. Come dire, non si può avere una perfetta simbiosi con un’imbarcazione, se questa non la si sente completamente “propria”, vale a dire personalizzata in tutti gli aspetti.

E così, ad esempio il Lycia, ha lo scafo in mogano, ed è stato costruito in lamellare incrociato usando resine epossidiche West System che hanno conferito una solidità fuori del comune. Le linee filanti, il dislocamento contenuto (a pieno carico, 20 ton.) e la notevole superficie velica (200 mq.), consentono entusiasmanti prestazioni sotto vela.
Due sono i pozzetti, uno per l’equipaggio, situato all’estrema poppa, dove si trovano il timone e le manovre, l’altro per gli ospiti, è concepito per coloro che intendono vivere la navigazione in tutto relax. La barca è adatta ad ospitare comodamente undici persone, rispettando la privacy di ciascuno, regola numero uno a bordo.

Ricordi dal giro del mondo – Antonio al centro con la barba

E ora io so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino
dovunque conducano il vascello.

Edgar Lee Master

Appassionato ed esperto di cartografia e meteorologia, Antonio ha ospitato a bordo del suo Lycia, diversi ragazzi che, imbarcatisi per mesi o anni come aiutanti sono riusciti a coniugare  l’amore per il mare, l’avventura e la vita libera, diventando ottimi marinai. Molti di questi oggi esercitano la professione di skipper con una propria imbarcazione o come comandanti. Oggi Il Lycia è ormeggiato nella marina del caratteristico villaggio di pescatori di Messolonghi, che sorge attorno ad una laguna ben protetta di fronte a Patrasso, nella Grecia Ionica, ed è utilizzato – dopo necessaria sistemazione, sventramento e rinnovamento – da Nicola Trentini, navigatore e autore di Portolani cartografici.

Il Lycia a New York per Opsail nel 2000 – ph. Antonio Penati

La casa editrice il Frangente, con sede a Verona, è specializzata in tutto quello che riguarda la navigazione, dalle carte nautiche digitali e tradizionali IIM – Istituto Idrografico della Marina (e di tanti altri Istituti idrografici del mondo) passando anche per i manuali tecnici e di didattica. Interessanti sono anche i kit da diporto: pacchetti di carte digitali con software di navigazione, che si possono acquistare anche on line, così come tutti gli altri prodotti. Per visionare lo stock di carte nautiche collegati al sito “la grande libreria nautica online”:www.frangente.com

Ed oggi, che non è più il momento di andare troppo per mare – o quasi – ad Antonio è rimasto ancora un grande sogno nel cassetto: far tornare a nuova vita quelle splendide imbarcazioni che hanno permesso ai naviganti come lui di affrontare venti, mari e Oceani da un capo all’altro del Globo, e che magari – oggi come oggi – giacciono abbandonati in qualche marina o rimessaggio, o sono utilizzati di “seconda o terza mano” come se fossero comuni mezzi charter. Rinnovare, farle rinascere e utilizzarle come “scuola nautica” per giovani vogliosi di prendere il largo…

Certo, ci vorrebbe qualcuno di avveduto! Noi l’appello l’abbiamo lanciato…

Ci sono barche che sono cariche di anni. E tutti i soli, tutte le lune, tutta l’acqua di mare, tutte le tempeste, tutti i venti ci sono passati sopra.

Fabrizio Caramagna

Guarda la video intervista sul nostro canale YouTube (immagini e filmati gentilmente concessi da Antonio Penati e dalla casa editrice Il Frangente)

Ascolta “Antonio Penati – pagine per navigare” su Spreaker.

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